Le elezioni amministrative – con i buoni risultati di molti candidati “civici” – hanno confermato che le persone fanno la differenza, se sanno esprimere una proposta credibile e possono contare su un sistema elettorale che permette agli elettori di scegliere da chi farsi rappresentare.

È una buona notizia, accompagnata da un’altra negativa che emerge dal voto di ieri.

A Genova si sono recati alle urne meno del 50% degli aventi diritto. Anche negli altri comuni capoluogo l’affluenza è in calo, e diversi comuni non hanno raggiunto neppure l’affluenza minima per rendere le elezioni valide. Continua ad aumentare il distacco dei cittadini nei confronti della politica, doppiamente grave quando questo accade a livello locale, dove più si dovrebbe avere la percezione che votare e scegliersi il sindaco possa ancora fare la differenza. Ormai, ampi settori della popolazione preferiscono non partecipare. Non solo per un problema di mal governo, ma per assenza di progetti credibili e affidabili, e per incapacità da parte di chi si candida di offrire una visione di sviluppo del territorio.

Active 41 Camel Stivali Laponia 395 Neri 42 11 Gtx Sempre più cittadini, tra scegliere se affidarsi a “slogan contro” o a formule ormai logore di marketing politico, scelgono di non scegliere.

Con queste amministrative, il Movimento 5 Stelle indebolisce il suo risultato dopo solo un giro di amministrazione e paga il prezzo di una gestione fortemente centralizzata e relativamente opaca, così come un atteggiamento anti-sistema incapace di diventare propositivo. Le coalizioni tradizionali arrivano al ballottaggio con numeri di elettori sempre più bassi.

Si è quindi fatto un passo nella buona direzione, laddove ci sono stati candidati solidi che hanno offerto prospettive chiare e non necessariamente facili, perché le persone stanno acquisendo consapevolezza che atteggiamenti reazionari o la riproposizione di vecchi schemi già sperimentati non sono la risposta. Ma tutto questo decisamente non basta.

Serve ricominciare dal dialogo e dalla collaborazione tra cittadini su progettualità concrete, per aumentare la partecipazione, non solo elettorale ma alla vita democratica di tutti i giorni – dei comuni oggi, di tutto il Paese domani. Serve un maggioritario uninominale a doppio turno – che non fa comodo ai partiti che vogliono gestire la macchina del consenso in modo tradizionale – ma che è fondamentale per costruire un patto tra elettori e candidati nuovi fuori dagli schemi che decidono di metterci la faccia.

Per fare questo, per costruire quest’altra politica, è nata MOVIMENTA, con Radicali Italiani.