Le elezioni amministrative – con i buoni risultati di molti candidati “civici” – hanno confermato che le persone fanno la differenza, se sanno esprimere una proposta credibile e possono contare su un sistema elettorale che permette agli elettori di scegliere da chi farsi rappresentare.

È una buona notizia, accompagnata da un’altra negativa che emerge dal voto di ieri.

A Genova si sono recati alle urne meno del 50% degli aventi diritto. Anche negli altri comuni capoluogo l’affluenza è in calo, e diversi comuni non hanno raggiunto neppure l’affluenza minima per rendere le elezioni valide. Continua ad aumentare il distacco dei cittadini nei confronti della politica, doppiamente grave quando questo accade a livello locale, dove più si dovrebbe avere la percezione che votare e scegliersi il sindaco possa ancora fare la differenza. Ormai, ampi settori della popolazione preferiscono non partecipare. Non solo per un problema di mal governo, ma per assenza di progetti credibili e affidabili, e per incapacità da parte di chi si candida di offrire una visione di sviluppo del territorio.

Taille Panter S3 38 457501700 Noir Monza Sempre più cittadini, tra scegliere se affidarsi a “slogan contro” o a formule ormai logore di marketing politico, scelgono di non scegliere.

Con queste amministrative, il Movimento 5 Stelle indebolisce il suo risultato dopo solo un giro di amministrazione e paga il prezzo di una gestione fortemente centralizzata e relativamente opaca, così come un atteggiamento anti-sistema incapace di diventare propositivo. Le coalizioni tradizionali arrivano al ballottaggio con numeri di elettori sempre più bassi.

Si è quindi fatto un passo nella buona direzione, laddove ci sono stati candidati solidi che hanno offerto prospettive chiare e non necessariamente facili, perché le persone stanno acquisendo consapevolezza che atteggiamenti reazionari o la riproposizione di vecchi schemi già sperimentati non sono la risposta. Ma tutto questo decisamente non basta.

Serve ricominciare dal dialogo e dalla collaborazione tra cittadini su progettualità concrete, per aumentare la partecipazione, non solo elettorale ma alla vita democratica di tutti i giorni – dei comuni oggi, di tutto il Paese domani. Serve un maggioritario uninominale a doppio turno – che non fa comodo ai partiti che vogliono gestire la macchina del consenso in modo tradizionale – ma che è fondamentale per costruire un patto tra elettori e candidati nuovi fuori dagli schemi che decidono di metterci la faccia.

Per fare questo, per costruire quest’altra politica, è nata MOVIMENTA, con Radicali Italiani.